Info generali

Conosciamoci meglio: chi siamo?

Philo&Sophia Pratica è un progetto nato tre anni fa (nel 2017) durante un’esperienza di Pratiche filosofiche in una scuola elementare con gruppi di bambini dai 6 agli 11 anni. Il nostro percorso è iniziato con la Philosophy for Children (P4C), un progetto educativo nato negli Stati Uniti intorno agli anni ’70 con Matthew Lipman, docente di logica e di filosofia. Questa pratica punta sul modello metodologico della comunità di ricerca ed è dedicata ai bambini dai 4-5 anni all’età adolescenziale. La P4C si pratica in gruppi e, durante ogni incontro (di un’ora circa), tramite la lettura di di un testo che sia di stimolo per domande e una ricerca che vada oltre il contenuto proposto, il partecipante è stimolato a sviluppare e migliorare tre diverse forme di pensiero:

  • quello critico, tramite il quale nascono le interrogazioni e da cui scaturisce il dialogo;
  • quello creativo, che permette di trovare soluzioni e nuovi punti di vista a partire dai ragionamenti spontanei che vengono suscitati dalla lettura;
  • quello caring, che meno si esplicita nella pratica ma che più si allena con il susseguirsi degli incontri, e cioè quel pensiero che permette al singolo di accorgersi e confrontarsi con la molteplicità del gruppo.

Lo scopo di Lipman era quello di recuperare ed incentivare l’esercizio di un pensiero riflessivo che non fosse rigidamente seguente una dicotomia di vero/falso, bensì un pensiero carico di esperienze individuali che venissero condivise all’interno del dialogo di gruppo.

A questo tipo di pratica abbiamo poi affiancato ed unito il Counseling Filosofico, pratica nata in Germania con Gerd Achenbach nel 1981. Il counseling filosofico, come la P4C, fa comunque parte delle pratiche filosofiche e riprende l’antica modalità di fare filosofia attraverso il dialogo e gli esercizi spirituali. In Italia giunge nel 1999 con la fondazione della prima Associazione Italiana di Counseling filosofico (AICF) che poi si dividerà in SICoF e Phronesis.

Essa è una pratica filosofica che si occupa di domande e di risposte, perlopiù di natura esistenziale, per questo ben si coniuga con la pratica americana di Lipman, più precisa e schematica.

Nei nostri percorsi formativi coesistono entrambi i metodi filosofici che si intersecano in percorsi strutturati sulla base di argomenti precostituiti ma che concedono ampio spazio alla narrazione personale di chi vi partecipa, silenziosa o dialogante, facendo sì che la pratica avvenga come ricerca di una propria visione del mondo, tra conoscenza e ricerca di se stessi.

Ciò di cui ci occupiamo principalmente sono le visioni del mondo individuali che necessitano di essere chiarificate alla luce di rapporti familiari burrascosi, di legami lavorativi disequilibrati, di interpretazioni del proprio sé che generano sofferenza.

Lo scopo è il benessere della persona, la ricerca di senso, la costruzione di una propria mappa di valori, la capacità di pensare bene e pensare meglio per vivere meglio. “È nel e dal problema reale – scrive Berra – che nasce la riflessione filosofica. Non quindi una filosofia fine a se stessa, che problematizza e si risolve in una pratica astratta e lontana dalla realtà, bensì un atteggiamento che consente di agire e di intervenire sulle questioni della vita.”

Il counselor filosofico accompagna e facilita in un auto-esame proponendo una “non-terapia per sani”, come direbbe Lou Marinoff.

Chi si rivolge a noi è “impropriamente” un cliente, termine che richiama il lato economico di questo rapporto tra counselor e consultante, ma che diversamente non può essere se ci soffermiamo a riflettere sull’etimologia e sul significato di entrambi.

Il cliente è chi abitualmente si avvale delle prestazioni di qualcuno o acquista quanto gli occorre dallo stesso fornitore. Cliente è quindi il termine che rispetta meglio l’autonomia, la responsabilità e la libertà della persona. Indica una relazione più paritetica con il professionista rispetto ad altri modelli e suggerisce la possibilità di superare la diade paziente-malattia sottolineando maggiormente l’obiettivo della crescita personale e l’attività filosofica. La persona che si rivolge al counselor filosofico è così aiutata a risollevarsi autonomamente dalla situazione problematica per cui viene richiesta la consulenza.

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