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Vino&Filosofia: IL SIMPOSIO

L’ANTICA PRATICA DEL SIMPOSIO GRECO

Il termine sympòsion deriva da syn + pìnein, cioè: “bere insieme“,  designa la riunione di compagni, caratterizzata dal bere vino che seguiva normalmente il pasto della sera. “I greci non bevevano da soli, perchè il consumo del vino era vissuto come atto collettivo”.

I greci hanno avuto il merito di avere trasformato il vino da semplice prodotto alimentare a merce di scambio e di avere legato il vino al culto di un dio protettore della viticoltura, Dioniso, che come dice Euripide:

“… in dono al misero
offre non meno che al beato, il gaudio
del vino ove ogni dolore annegasi”. 

Questo culto greco per Dioniso fu mediato prima dagli etruschi e più tardi ereditato dai romani che trasformarono il nome in Bacco.

Il consumo del vino non è fine a se stesso, ma costituisce lo strumento che favorisce lo sviluppo del simposio. Il simposio era una festa (drinking-party) animata dal vino che incanta e fa dimenticare agli uomini le tristezze quotidiane, è il migliore medicinale per i mali dell’animo. Eletto il simposiarca, colui che aveva il ruolo di realizzare la miscela tra acqua e vino e che determinava il numero delle coppe che ciascuno era tenuto a vuotare, i partecipanti a turno parlavano su un argomento proposto, si recitavano poesie, si cantava e si suonava. Il simposio è il luogo della riflessione politico-militare, in cui si giuravano imprese comuni, si coltivavano legami internazionali di ospitalità tra gruppi aristocratici di città diverse. E il luogo dell’educazione, dello scambio culturale e del confronto intellettuale, e ancora della fascinazione e dell’eros, del piacere e del divertimento, della derisione scherzosa o violenta del gioco. 

Il vino è, per dirla con Alceo, “specchio dell’uomo e verità”, rivela la natura dell’interlocutore, scioglie la lingua, predispone all’amabile conversare e al gaio divertirsi tra amici, riempie l’Io di una nuova persona; se bevuto nella giusta misura, è dolce stimolo del desiderio e compagno dell’immaginazione come canta Bacchilide. 

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